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31 agosto 2017
il 23 agosto stavo per scrivere un pezzo intitolato “Abbiamo una data” avrei raccontato delle emozioni del pre varo, degli ultimi preparativi, dell’adrenalina sparata direttamente in vena che avrebbe fatto vivere gli ultimi giorni con altri occhi. Oggi invece mi trovo a scrivere queste righe senza più una data, forse con un barlume di speranza, forse con l’illusione che alla fine ce la faremo, mah. Avremmo dovuto mettere in acqua Shibu tra un’ora (10:00 ) invece ella giace ancora sventrata nelle sua parti più intime sul suo invaso arrugginito che la regge da 4 lunghi anni. Entrando nel dettaglio tecnico il motore era stato smontato a Pasqua, rimontato a giugno tranne un pezzo, lo scambiatore, che Nello (meccanico che arriva direttamente da Salerno, dove dicono esistano i migliori meccanici nautici del mondo, e io qui avrei qualcosa da ridide in merito, ma è un altro capitolo) in questi giorni avrebbe dovuto rimontare, o meglio, non in questi giorni, sarebbe dovuto venire i primi di luglio ma soprassedisamo sulle tempistiche campane….sta di fatto che a questo pezzo seguiva un altro pezzo mancante, che Andrea il nostro punto di riferimento per i lavori, ha fatto fare al volo qui sull’isola, peccato che il migliore meccanico nautico mondiale montandolo abbia spaccato una vite. Quindi bye bye varo il 31 luglio. Ieri l’effetto volano della settimana passata in villa si è concluso, io ho sbroccato di nuovo con i bimbi volavano pappine appena aprivano bocca. Si non si fa,lo so, la mia testa, la parte lucida e razionale lo sa, peccato che quella è entrata in modalità OFF parecchi giorni fa.
L’altra sera Nina mi ha detto: -mamma la mia testa mi dice che siamo in un sogno, che questa non è la vita.- Ecco appunto una bambina di 5 anni ha detto in 2 secondi quello che io cerco di riassumere in mille righe di un cazzo di blog. Ieri sera ho trovato un’altra super villa dove poter passare 3 giorni di relax,  la mia ulcera mi dice “VAI” ma il mio cuore mi dice “RESTA”, non posso mollare adesso Stefano Maria Barberis. E’ il rush finale, l’ultimo match prima della vittoria, non si può spezzare adesso la nostra squadra. Non posso lasciarlo solo proprio ora, non che io sia in grado si far partire un Perkins (motore), ma sapere che io sono li sotto la chiglia a mandare avanti la baracca è una sicurezza per lui ne sono certa. Per fortuna che ho ancora una piccola riserva di entusiasmo nascosta dentro di me, come mia mamma teneva le 10.000 lire nascoste sotto il parasole della pegeut 205 nascoste per l’emergenza benzina!

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