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venerdì 25.08.16

Molliamo gli ormeggi alle 8:30 salutiamo i mattinieri di Hale Bopp e poi rotta verso nord, si ritona a casa. I pensieri e le emozioni si palleggino tra la malinconia di lasciare la casa galleggiante, l’ansia del rientro, lo stress della barca da svuotare e la felicità della splendida vacanza che ci portiamo dentro. Come si suole fare i queste situazioni :canta che ti passa, cosi con cassa fuori e spotify sotto mano passiamo due ore tra canti, coccole e manovre alla cazzo con le vele, tirate fuori giusto perchè “è l’ultima volta”.

Guardo i bambini, che in silenzio hanno lo sguardo fisso all’orizzonte e fantastico su cosa possa passare nella loro testolina, forse pensano ai giochi che hanno lasciato a Milano e che riabbracceranno, forse pensano alle giornate vissute in barca, i tuffi i bagni, o magari si aspettano di vedere ancora saltare nell’acqua un delfino. Mi chiedo se qualcuno dei loro pensieri sia accomuna ai miei, ma loro per fortuna non conoscono ancora lo stress e l’ansia del rientro, magari lo vivranno di riflesso ma loro non mettono non si fanno travolgere, i bambini sono gli unici che davvero sanno viviere il momento presente e cogliere in esso tutto il positivo che c’è! Cosi ritorno bambina pure io, me li abbraccio e spupazzo di baci non penso a quello che sarà ma penso solo a godermi queste ultime miglia blu!

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Ci avviciniamo al cantiere per l’alaggio, abbiamo ancora un’ora prima di metterla in secca, cosi diamo ancora e pranziamo, un pranzo davvero merdoso, il peggiore di tutti. Poi la scusa del caldo terrificante per fare l’ultimo bagno, in un acqua talmente schifosa che anche Stefano si stupisce di vedermi dentro a galleggiare, in effetti se guardo il mio piede sott’acqua è di colore verde fluorescente!!! Dal mare vediamo Shibumi in secca è li, imponente sul suo invaso, lei guarda noi noi lei, chissà come andrà a finire….

Raccattiamo due cose da scaricare quando ancora Naos non è sull’invaso, per facilitare gli sbattimenti, apro chiudo valige, lavo un piatto, poi il bagno, poi torno in cucina lavo un bicchiere, poi tolgo una federa…sembro un’automa, mi muovo senza senso, senza sapere cosa devo fare, senza la testa collegata al cervello, sono in pieno caos. Poi finalmente ci chiamano, tocca noi, ormeggiamo nello spazio adibito ai vari, scendiamo a terra e col groppone in gola la vediamo che come un animale selvaggio ribelle viene immobilizzata a prua e poppa. Sembra che urli “no, non voglio uscire, lasciatemi, mollate le cime, non voglio uscire!!!” invece esce, la lavano e la accompagnano al suo Parcheggio.img_20160825_130521 img_20160825_144931 img_20160825_145501 img_20160825_181733

Ste recupera il campo e iniziano cosi i nostri giorni di nuovo da gipsy camperisti!

 

 

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