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Salire in barca è come indossare una Birkenstok nuova, all’inizio magari è un po’ scomoda, da fastidio in alcuni punti, ti fa camminare male, pensi che avresti dovuto prendere un altro modello, la normale invece della narrow… oppure un numero in meno o uno in più…poi più ci cammini più lei prende la tua forma, i punti più scomodi si ammorbidiscono, ti si modella addosso e passo dopo passo sei fiero ancora una volta della scelta fatta. Questa senzazione è la stessa identica che da oramai 13 anni mi porto dietro, però solo ora ne ho preso la consapevolezza è cosi, non c’è esempio migliore per paragonare la vacanza in barca, poi ovvio se le Birkenstok non sono le tue scarpe inutile insistere, vai avanti con le tue Prada e non sbagli.
Quest’anno all’inizio la vedevo dura, avevo paura di come si potesse evolvere, la vacanza. io con le mei ansie che mi hanno accompagnato per tanti giorni, la prova del cane a bordo con ospiti, i tanti ospiti e nessuno stop tra uno e l’altro, è stata davvero dura, ma la bellezza dei posti visti e le emozioni che mi portodentro adesso sono andare olte ad ogni paura e sbagliata aspettativa.
La vita in barca, perchè due mesi non sono una vacanza, è una parte della tua vita, non le devi solo amare, la devi rispettare. Si merita rispetto perchè è in grado di regalarti esperienze di vita che altrove non trovi, stando i barca devi sviluppare uno spirito di adattabilià che non è il “solo” stare in spazi stretti e talvolta angusti, è molto di più. Un adulto o ce l’ha o non ce l’ha, ma ai miei figli lo posso ancora insegnare. Avere lo spitiro di adattabilità vuol dire rendere situazioni insolite o scomode come se fosse la normalità. Non è piacevole mangiare per terra, ma lo si fa, non è normale salire 4 mt di scala per andare a dormire, ma lo si fa, non è comodo stare in 8 in barca ma lo si fa… Tante piccole situazioni a cui magari non si da peso diventano nel tempo tatuaggi sul corpo dei nostri figli, cosi che un domani quando vedranno uno con un’aquila gigante sulla schiena non diranno “ma guarda quello cosa si è fatto?” saranno pronti ad affrontare circostanze diverse e in queste trovarsi comunque a loro agio. Per i bambini è una scuola di vita, e 2 mesi in barca valgono molto più di due libri delle vacanze da compilare. Ma questa è una fortuna che noi abbiamo il piacere di apprezzre ogni giorno che siamo sulla nostra casa galleggiante.
Sono tante le cose che mi entusiasmo della barca a vela, ma quella che preferisco è regalare ogni giorno scenari diversi ai miei figli. In barca ogni risveglio è diverso dall’altro. Puoi buttarti direttamente in acqua con gli occhi ancora chiusi, come essere svegliato in una rada solitaria dal raglio di un asino. Puoi spalmare burro e marmellata in un porto tra i traghetti e i tir, ma puoi farlo anche ormeggiato davanti a un relitto circondato da scogliere bianche alte 200 mt.Puoi mangiare un piatto di pasta con le gambe incrociate all’ombra delle vele e circondato solo dal mare blu, oppure sopra una lingua di sabbia bianca. I bimbi possono passare un pomeriggio a vedere i cartoni e poi all’improvviso uscire e vedere i delfini o le tartarughe nuotare sotto lo scafo.Puoi fare un Aperitivo al tramonto in una baia isolata oppure bere birra ormeggiati in banchina in un porto coi passanti che ti osservano e magari i pescatori che escono a buttare le loro reti. Puoi cenare tenendo stretto il piatto per paura che il vento te lo porti via, o anche mangiare il pesce pescato in giornata circondato da ulivi secolari che accarezzano la sabbia. Ti puoi addormentare col dondolio del mare sotto le stelle, o con vento che urla tra gli alberi delle barche in una baia affollata. La barca a vela ti sa sorprendere sempre, non ti annoia mai, stuzzica la curiosità del domani, ti fa rimettere in gioco i programmi fatti, ti mette a dura prova i muscoli e i nervi, ma ti regala emozioni che per sempre terrai custoditi nei tuoi ricordi più cari.
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